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Thailandia > Usi e costumi
Una di queste l’ascrive al termine français, in quanto, nel XVII secolo, la Francia fu una delle prime nazioni europee a stabilire legami culturali con la Thailandia e, quindi, è stato ipotizzato che la gente thai possa aver associato il suddetto termine a quello di uomo bianco, europeo, modificandolo nel tempo in quello che oggi è farang.
Tuttavia, poiché gli olandesi ed i portoghesi sono arrivati molto tempo prima dei francesi, è difficile che l’origine di tale aggettivo sia gallica.
Il termine farang viene adoperato anche in molte altre nazioni dell’Asia meridionale e del sud est asiatico e, tale vocabolo, potrebbe essere messo in relazione con la Francia in maniera indiretta, ipotizzando una sua derivazione dal persiano farangi che sta a significare straniero che, a sua volta, discende dall’arabo firinjia ed è riferito ai franchi, una tribù germanica che, durante medio evo, ebbe il maggior potere politico nell'Europa occidentale e dal cui nome trae le sue origini la Francia, prima nazione europea che aiutò i Re persiani della dinastia Ghaiar, contribuendo alla modernizzazione del loro governo ed all'istituzione delle dogane.
Molto prima dell’inglese e fino circa il 1960, il francese fu la lingua straniera insegnata nelle scuole persiane, ne è testimonianza l'abbondanza di neologismi francesi presenti nell'idioma di quella nazione.
Farang può essere correlato anche al termine khmer barang.
Ma esiste anche una possibile connessione con la lingua Tamil (parlata prevalentemente nel subcontinente indiano, è la lingua ufficiale in India, Sri Lanka e Singapore), in quanto il termine che si riferisce agli europei e, più specificamente, ai britannici, è farangiar letto come parangiar (la lingua tamil non pronuncia la lettera effe).
Molte lingue dell'Asia meridionale e del sud est asiatico, tra cui anche urdu (lingua indo-ariana parlata nell'India settentrionale e centrale) ed hindi (lingua indo-ariana della branca iraniana, appartenente alla famiglia delle lingue indo-europee), inoltre, adoperano questo termine per indicare gli stranieri.
A prescindere da ciò, il termine farang è, generalmente, un'espressione neutra, ma può essere utilizzata in modo da risultare canzonatoria o addirittura un insulto, a seconda del contesto in cui viene inserita.
In lingua thai si fa uso di questo aggettivo, senza necessariamente dover ricamare attorno una frase, per segnalare la presenza di uno straniero.