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OFFERTE HOTEL KOH SAMUI

 

La Thailandia è una terra bellissima ed anche la gente thai lo è anche se talvolta, per una serie di circostanze di cui siamo stati testimoni, questa nostra opinione ha dei vacillamenti che ci hanno visti costretti ad operare dei correttivi comportamentali per evitare le classiche piccole e grandi truffe che una certa parte di mentecatti tenta di porre in essere.

In tono scherzoso i thai vengono additati a "napoletani con gli occhi a mandorla"? (i partenopei ci scuseranno per questa definizione che assolutamente non vuol mancare di rispetto a nessuno).

Qualche volta, in realtà, sono un po' truffaldini, possiamo giustificare a povertà ma non la disonestà, queste piccole miserie sono rilevabili un po' ovunque, alcune meno percepibili o accettabili di altre.

Possiamo accettare di pagare un po' di più in un negozio o nel mercatino ma non pagare una contravvenzione alla polizia maggiorata solo perché stranieri, riteniamo che ciò sia indegno in uno stato di diritto cui la Thailandia si vanta d'essere, in  un paese in cui la legge è uguale per tutti, ma tal volta i fatti smentiscono la cosa.

Ad ogni modo non parleremo solo di thai ma anche di stranieri i quali non sono certamente meglio e racconteremo delle storie accadute.

Vediamo dunque di cosa si tratta e come evitare le piccole e grandi truffe, una sorta di manualetto da stampare e portare sempre dietro assieme alle mappe ed ai numeri di telefono.
 

  • "Mi presti 1.000 Baht che te li ridò domani?"

    Da questa semplice domanda si può capire con chi si ha a che fare.
    Dato che per esperienza abbiamo imparato che 1.000 Baht sono una somma modesta anche per la Thailandia, a parte che tale richiesta non pervenga da una persona che si conosce molto bene e della quale si è sicuri di non dovere andare a reclamarli fino ad arrivare alla lite, sconsigliamo a chiunque di prestare del denaro, specialmente alla gente thailandese, famiglie e pareti delle fidanzate in primo piano: normalmente lo si perde assieme all'amicizia.
    Sono cose che capitano un po' ovunque, qua è più una prassi consolidata, se una persona abbisogna di 1.000 Baht e può restituirli il giorno dopo, vuol dire che può attendere il giorno dopo per fare cosa ha in mente.
    Se li vuole a ritmo immediato vuol dire che che ne ha bisogno per una pipata di cocaina o per prendere una ragazza in un bar ed i vizi ognuno se li paga di tasca propria.
    Se servono per mangiare offritegli il pasto, ma non il contante, non gettate i soldi alle ortiche. 

     
  • Shock da Thailandia o demenza senile?

    Lo straniero che viene in vacanza in Thailandia la prima volta (e non solo la prima) resta normalmente scioccato da tanta abbondanza di fauna femminile (leggi l'articolo correlato), non crede ai suoi occhi, specie i signori uomini che in patria fanno un po' di fatica a relazionarsi con l'altro sesso, motivo per cui, trovandosi in una sorta di vivaio, ci si tuffa di testa senza pensare troppo alle conseguenze.
    Il problema è che questo turista arriva impreparato per un confronto con queste avventuriere - che il più delle volte vengono incontrate nei baretti a luci rosse - e con le quali solitamente intreccia una relazione sentimentale: "ho trovato la donna della mia vita!" ecco quello che dirà a tutti gli amici al rientro, nascondendo i particolari dell'incontro.
    Il problema sconosciuto a questo novizio della Thailandia è che una ragazza che ha lavorato per un lungo periodo in un locale trasgressivo sa perfettamente come organizzare la sua agenda maschi, ovvero come far quadrare i periodi durante i quali viene visitata dai suoi diversi sponsor.
    Si, sponsor, non fidanzati, uomini, solo degli sponsor che vivono questa relazione "aperta" nell'idilliaca ma quantomai errata convinzione di essere gli unici "proprietari" della ragazza alla quale periodicamente spediscono denaro, senza sapere che invece si tratta di una "comproprietà".
    Naturalmente il definire una donna, quale essa sia, una sorta di oggetto, non è molto educato, anzi, ma visto che qualcuno si sente "proprietario assoluto"...
    "O farang annamurato" dovrebbe entrare nell'ordine d'idee che le relazioni a distanza hanno il difetto di non essere facilmente gestibili e che specie quando si sceglie una donna che non per bisogno ma per scelta si prostituisce, i risultati possono essere deludenti.
    Esisteranno anche le eccezioni, ma sono delle mosche bianche.
    Qua si usa dire che "è facile levare una ragazza da un bar ma non è facile levare il bar dalla ragazza".
    Ed allora attenzione alla scelta della compagna ed ai soldi che questa vi chiede con la scusa della famiglia, del bufalo che ha male alla zampa, dell'incidente stradale del fratello ed altre sciocchezze, per evitare di essere circonvenuti come una sorta di incapaci mentali e non sono molti a salvarsi da questa trappola.
    Aggiungiamo che queste ragazze, solitamente, amano le sommesse ed il gioco delle carte, quindi sarà molto facile che vi ritroviate a pagare i loro debiti.
    Per chi vive qua soventemente si aggiunge un'ulteriore problema di cui siamo stati testimoni non troppo tempo addietro e ve lo raccontiamo omettendo naturalmente i nomi degli interessati i quali si riconosceranno nell'esposizione dei fatti.

    Una coppia di amici italiani che, per convenienza, chiameremo Giuseppe e Francesco nel loro peregrinare qualche anno addietro è venuta a vivere a Samui.
    Dopo un certo periodo, avendo del capitale da investire, i due hanno deciso di acquistare un appezzamento di terreno e poco tempo dopo hanno iniziato a costruire le loro due case una di fronte l'altra.
    I due amici, che sin dal primo periodo a Samui si accompagnano a due ragazze thai, hanno caratteri differenti e mentre Francesco è calmo e pacato Giuseppe è naturalmente portato alla lite ed al al rinfaccio, soprattutto per quanto riguarda la vita precedente della sua compagna, una cosa inconcepibili e vergognosa "fa la signora ma quando l'ho incontrata aveva nella borsetta solo un preservativo"; ma Giuseppe non si è limitato agli insulti gratuiti è arrivato anche a vietare alla sua compagna di cucinare i suoi cibi thai asserendo che puzzano, insomma, atti di prevaricazione gratuiti che non sono passati inosservati agli occhi della compagna di Francesco, un uomo di tutt'altra cultura carattere ed educazione.
    Tra i due ci sono stati evidentemente degli screzi, inutile entrare nei particolari, sta di fatto che poco tempo dopo hanno "divorziato" ovvero hanno rotto la loro amicizia lunga dieci lustri.
    Ora sappiamo che tutti gli amici hanno momenti di litigio, ma certamente la ragazza di Francesco ha ben pensto che Giuseppe fosse un cattivo esempio da non segurire e siamo certi che abbia lavorato come un'abile cesellatrice per portare il suo compagno alla rottura dell'amicizia "pericolosa"
    Attenzione quindi, le thailandesi non accettano alcuna interferenza, in questo caso siamo d'accordo con la ragazza, ha fatto bene a levare di torno un cattivo esempio quale è Giuseppe, ma il lavorare ai fianchi un farang per fargli rompere con amicizie che, di fatto, potrebbero aprirgli gli occhi è una prassi comune ed in questo sono veramente insuperabili.
    Chi come noi parla in questi termini di una certa categoria di donne non è assolutamente ben visto, è ritenuto pericoloso per i loro "affari" una sorta di sovversivo, nessuno è obbligato a credere a queste cose, noi vorremmo solo evitare che la gente sia lasciata nuda e con le mani in tasca anche se davanti a tante manifestazioni di idiozia maschile abbiamo dei dubbi in tal senso.
     
  • Ho ricevuto una chiamata dalla Thailandia la "mia ragazza" è incinta...
    Classica situazione che può verificarsi ovunque ma che, specie nel paese, dei sorrisi viene posta in essere da molte avventuriere, solitamente da "lady bar" in cerca di una sistemazione.
    Abituiamoci a prendere sempre queste notizie con le molle come si suol dire, le "Lady Bar" si concedono spesso, volentieri e non sempre con le adeguate protezioni, motivo per cui non è impossibile che cerchino di accollare una paternità al primo sprovveduto, a quello che, magari, ha dimostrato di avere una maggiore solvibilità.
    Anche su questo tema potremmo raccontarne parecchie, troppe, due delle tante riguardano una coppia di amici che hanno avuto la stessa esperienza a distanza di pochi mesi, anche se alla fine, fatti i debiti calcoli, hanno potuto provare (più che alle due donne a loro stessi) che i bimbi non erano stati da loro generati.
    Niente impedisce ad ognuno di amare un figlio non suo, di affiliarselo se lo desidera, ma è importante almeno non cadere in queste trappole, condite da tanti "I love you" ed ancor di più, mischiati tra i sospiri e le lacrime "I need money" (ho bisogno di soldi).
    Di seguito un videoclip afferente una comunicazione telefonica intercorsa tra un danese ed una thai che lo informa dell'accaduto, non crediamo servano le didascalie per capire cosa dica e quale sia la sua richiesta.





     
  • Do il cuore ad una ragazza lei pare che ricambi il sentimento tanto che ad un certo punto (neppure troppo tempo dopo l'inizio della relazione) inizia a parlare di matrimonio e di figli.

    Può darsi che sia realmente innamorata, ma i figli sono una fonte di sostentamento, motivo per cui sappiate che un domani, quando l'innamoramento finirà loro saranno legalmente "proprietarie" dei vostri figli, non esiste per lo straniero la possibilità di averne l'affidamento anche se la madre è una comprovata criminale ed una prostituta incallita - in Thailandia, strano ma vero, non esiste la prostituzione ovvero la legge non la contempla anche se alcune ragazze e transessuali la esercitano pubblicamente, il governo thai si preoccupa per la presenza di prostitute cinesi (leggi l'articolo correlato) -, anche se spegne le sigarette sul corpo dei figli, anche se dovesse morire, del caso i bimbi verrebbero affidati ai di lei genitori, fratelli zii, qualcuno della famiglia, ben felice di avere un mezzosangue che porterà denaro in casa ma non al padre farang.

     
  • Sono innamorato al punto che voglio sposare la ragazza dei miei sogni ma lei chiede che paghi il Sin Sod alla sua famiglia.

    Si tratta di una pratica consueta per stupidi grassi, brutti ma ricchi maschi thai che non avrebbero diversamente alcuna speranza di avere una moglie.
    Tale pratica vorrebbero estenderla anche al farang (qualche idiota ha speso delle fortune), al quale loro fanno credere che debba pagare la famiglia per sposare una figlia "devo ripagare mia madre per il latte che mi ha dato", questa è normalmente la scusa addotta dalla ragazza.
    Checché se ne dica non siamo al mercato delle vacche di Moncalieri, motivo per cui si tratta solo di sciocche scuse che non hanno alcun fondamento, se qualcuno paga il sin sod come i maschi thai deve sposare una vergine che gioca ancora con le bambole (e chi, a parte un pedofilo, sposerebbe una bambina?), da quell'età in su si tratta solo di farsi derubare.
    Per maggiori delucidazioni leggi l'articolo correlato (e guarda anche il video clip)

     
  • Perché non rimettiamo a posto la casa dei miei genitori, oppure perché non mi compri a terra ed ancora perché non mi intesti l'automobile o la motocicletta?

    Per due semplici ragioni: la prima è che hai un nome e cognome oltre che il diritto di essere proprietario di un bene, la seconda perché l'amore non si compra, se c'è c'è se non c'è non c'è e non sarà una casa, della terra o un veicolo a far nascere un sentimento, a compiere il miracolo insperato di far innamorare una donna, se mai questo la può indurre a dare una pedata nel sedere al farang che è stato tanto idiota da arricchirla.
    Qualche volta poi la beffa si aggiunge al danno, e qua testimoniamo un fatto che ha visto coinvolta una persona di una certa caratura ovvero un giudice di un altro paese europeo molto ricco il quale tempo addietro ha aderito alla richiesta di una di queste avventuriere e le ha comprato della terra sulla quale edificato una bellissima villa vista mare.
    La sua ex (si perché una volta ottenuto il regalo lei lo ha cacciato dal letto e dalla casa ed ha fatto benissimo a nostro modo di vedere le cose) ha venduto tutto per una manciata di tabacco, aveva perso i soldi giocando a carte.

     
  • Incontro una ragazza che mi piace, lei accetta di stare con me e mi dice di seguirla a casa sua.

    Si può avere anche fare se si conosce dove la ragazza lavora, se è una ragazza conosciuta tramite qualcuno che la conosca e sappia dove reperirla in caso di problemi, diversamente sconsigliamo di aderire  tale richiesta, la quale potrebbe nascondere un tentativo di rapina.
    Senza conoscere una persona sarebbe preferibile non solo non seguirla in meandri sconosciuti, ma evitare anche di portarla a casa propria.
    Il farang novizio non ha idea di dove e come vivano queste ragazze, certamente è bene sappia che non sono in resort 4 stelle ma, normalmente in bugigattoli condivisi con altre ragazze, con servizi igenici fatiscenti, insomma non è che siano proprio il massimo del romantico, sarebbe meglio che il novizio aspettasse di aver maggiore esperienza per far cose delle quali potrebbe poi pentirsi.
    Ma la stessa avvertenza vale anche a coloro che la Thailandia l frequentano spesso e volentieri, anche se certamente queste cose le conoscono per eserci passati ed essere magari restati vittime a loro volta
    Se proprio l'impellenza del sesso bussa molto meglio un resort, una stanza in affitto, stando ben attenti a non essere ubriachi e non avere addosso troppo denaro, per evirare di svegliarsi nudi con le mani in tasca.
    Cercate di evitare la tassa dello sciocco, è veramente facile seguendo qualche consiglio.

     
  • Voglio acquistare/vendere una terra, una casa, un'auto, una moto o una barca, problemi?

    In Thailandia non esiste la figura del notaio, motivo per cui se si compra o si vende bisogna stare attenti alle truffe che possono facilmente essere poste in essere da thai o farang senza alcuna distinzione.
    Nel Regno lo straniero deve in personalmente in possesso della somma richiesta per l'acquisto di una delle cose di cui sopra in quanto le banche, fatto salvo per certe tipologie di company (quelle che non sono solo cartacee ma hanno cespiti sufficienti a coprire le somme richieste), non fanno credito agli stranieri.
    Stabilito ciò, se per avere il contante necessario abbisognate di qualche giorno perché, magari, lo si trasferisce dall'Italia tramite i tradizionali canali bancari, il venditore serio ed interessato saprà aspettare.
    Evitate, in linea di massima, di lasciare copiose caparre, qualche migliaio di Baht è quanto si consiglia, onde evitare di perdere forti somme di denaro nel caso che al momento del perfezionamento del contratto il venditore risulti un truffatore.
    In Italia se una persona intende, ad esempio, acquistare una casa, si mette d'accordo con il venditore, assieme vanno da un Notaio al quale la caparra viene versata.
    Al momento del perfezionamento del contratto tale somma che viene trattenuta dal Notaio e non data al venditore,  verrà dedotta dal costo iniziale, quindi se per caso risultasse che il venditore è un truffatore o che la casa non riunisce i requisti che hanno dato luogo alla transazione, nella peggiore delle ipotesi l'acquirente rientra in possesso della caparra.
    Mancando tale figura superpartes in Thailandia i soldi vengono versati direttamente nelle mani del venditore il quale ne ha l'immediata disponibilità.
    Diciamo che il venditore mostri al potenziale acquirente un Chanot  (atto di proprietà del terreno thai) per un appezzamento di terreno, tutto apparentemente è regolare (salvo il fatto che lo straniero non conosce né il thailandese in cui detto atto di proprietà è redatto né se si tratta di un originale od un falso.
    Ma lo scaltro truffatore intenzionato a battere cassa non si fa bruciare con un falso ed assieme all'acquirente va all'ufficio delle terre dove un solerte funzionario certifica che si tratta di un originale e che la terra è realmente "intestata" al venditore.
    Nel corso dell'esposizione spiegheremo perchè abbiamo usato il termine "intestata" e non "proprietà".
    Tutto sembra in regola, l'acquirente adesso può pagare la caparra richiesta, non vuole farsi sfuggire l'affare della sua vita.
    Ma quando al momento di pagare il restante del prezzo si reca nuovamente presso l'ufficio delle terre, si trova magari con altre 20 – 30 persone che, come lui, hanno pagato una caparra per lo stesso appezzamento di terreno ed il venditore sembra dissolto.
    Solo più tardi queste persone realizzeranno di aver gettato alle ortiche i soldi delle loro caparre, la terra che volevano acquistare è da quel di' che è di "proprietà" della/e Banca/Banche dalle quali il disonesto venditore ha ricevuto prestiti dando in garanzia la terra e le Banche, come dappertutto, sono le prime creditrici e certamente non intendono onorare il contratto stipulato tra gli acquirenti ed il truffaldino venditore.
    Il venditore, quindi, è solo il mero intestatario della terra e non anche il proprietario.
    Fare causa per il corrispettivo di 100 euro non conviene ma perdere 1.000 o più euro è cosa ben diversa, ed a ogni modo, una volta pagato il proprio legale ed avuta la ragione nella vertenza, se il venditore è nullatenente non recupererete i soldi versati oltre che ad essere costretti a pagarne molti per l'avvocato.

    Per analoghe ragioni, se vendete qualsiasi bene, prima di firmare qualsiasi pezzo di carta accertatevi di avere in mano il denaro contante.
    "Senza firma la Banca non autorizza il prestito", questa è la scusa normalmente adoperata dal truffatore
    Non fa niente, tenetevi il bene, fatevi restituire tutta la documentazione, se il compratore è seriamente interessato all'acquisto vedrete che come un prestigiatore tira fuori il coniglietto dal cilindro lui riuscirà a far uscire il denaro pattuito, ma se firmate rischiate di perdere il vostro bene senza alcuna possibilità di recuperarlo.

     
  • Gli acquisti nei centri commerciali sono più sicuri?

    Se non sono più sicuri hanno il pregio di avere un prezzo di vendita esposto ed uguale per tutti i clienti, molti dei prodotti sono riportati in lingua inglese (beh per l'italiano si devono ancora attrezzare), mentre nei negozietti e nei mercati (specie gli ultimi molto divertenti da girare anche se i miasmi provenienti dai rifiuti e dalle acque di scolo rendono talvolta sgradevole il raid, hanno il difetto classico thailandese: i prezzi non sono quasi mai esposti ed nel 99,9% dei casi i commercianti applicano prezzi diversi a seconda che si tratti di gente thai o farang, che può vedere raddoppiato il prezzo.
    La sfacciataggine della gente thai non ha limiti, questo accade ovunque nel paese, non solo, come qualcuno sostiene, nei posti deputati al turismo di massa.
    Casi come i seguenti che racconteremo e che ci hanno visti coinvolti di persona sono al'ordine del giorno.
    In una ferramenta di Samui abbiam chiesto il prezzo di vendita di un prodotto ad una commessa.
    Entrando abbiamo salutato in Tlingua thai ed abbiamo conversato tutto il tempo nello stesso idioma.
    La ragazza si è rivolta alla madre la quale le ha detto quale era il prezzo, dopo di che, giratasi nella nostra direzione ce lo ha riportato in lingua "thinglish" ed era assolutamente il doppio.
    Naturalmente quel prodotto è rimasto invenduto, un piccolo aumento lo avremmo anche accettato ma il doppio ci pareva un'esagerazione.
    Ma il massimo lo abbiamo raggiunto durante un acquisto in un altra bottega nella quale avevamo pattuito la cifra di un oggetto.
    Al momento di pagare la "signora" ci chiedeva 100 baht in più asserendo di essersi sbagliata.
    Si è tenuta l'oggetto, non si trattava di poco più di due euro, l'oggetto valeva quei cento baht di sovrapprezzo, ma sempre per principio non abbiamo voluto alimentare la loro ingordigia e cupidigia.
    Ma anche nei centri commerciali, che come abbiamo premesso hanno prezzi uguali per tutti i clienti, esistono degli accorgimenti per evitare di cadere nelle piccole trappole che i thai tendono alla clientela di farang che non conosce assolutamente dei loro idiomi, ed all'uopo vi raccontiamo un fatto che si è verificato all'interno del Centro Commerciale Tesco Lotus di Chawen a koh Samui e che ci ha visti coinvolti di prima persona.
    Tempo addietro mentre eravamo intenti ad alcuni acquisti abbiamo adocchiamo una televisione di ultima generazione che costava 10.000 Baht ed era scontata di 4.000 Baht dal prezzo originale di vendita.
    Era un'ottima occasione tanto che, pur non essendo stata preventivata tra gli acquisti della giornata, abbiamo preso lo scatolone e siamo andati alla cassa a pagare ma... sorpresa, il prezzo era 14.000 Baht.
    Abbiamo fatto notare la discrepanza e con il personale addetto al reparto siamo andati a ricontrollare:, il prezzo indicava 10.000 Baht.
    Dopo qualche tentennamento ed "il consiglio di guerra riunito in seduta plenaria" il mistero ci è stato  svelato: 10.000 Baht erano il prezzo per la televisione esposta per la vendita, la quale non avrebbe, in caso di acquisto, neppure beneficiato della relativa garanzia,  se volevamo acquistare il prodotto nuovo e garantito avremmo dovuto pagarlo a prezzo pieno  (sottolineiamo il condizionale).
    Abbiamo controllato se ci fossero altri cartellini indicanti il prezzo pieno ma non ne abbiamo trovati, sugli imballi contenenti le televisioni nuove che erano impilate sotto quella esposta non c'erano gli adesivi riportanti il prezzo.
    In assenza di differenti indicazioni abbiamo presunto che 10.000 Baht fosse il prezzo di vendita di tutte le televisioni sottostanti, ma l'iniziale rifiuto di ammettere l'errore da parte del personale ha messo in luce il tentativo di di truffa del centro commerciale: se il cliente paga bene se no fa niente.
    Non farà niente per loro e per chi vigliaccamente tace, noi abbiamo fatto arrivare il general manager del Lotus il quale, dopo qualche ripensamento e di fronte a due farang adirati che minacciavano l'intervento della polizia, lettere di protesta alla direzione generale di Bangkok e far pubblicare un articolo sul Bangkok Post ed i quotidiani di Samui (che su queste cosa ci vanno a nozze), ha capitolato e ci ha venduto la televisione (NUOVA) al prezzo di 10.000 baht, un ottimo affare per noi ed una lezione che difficilmente quella gente dimenticherà: non si trattava di un errore di etichettatura ma di uno  specchietto per le allodole (che gli si è rigirato contro).
    Ricordate che non solo nei mercati i thai usano far levitare i prezzi, la stessa cosa capita in caso di contravvenzioni stradali, diversificate tra gente locale e farang, ma anche in uffici pubblici e, soprattutto, nei medicinali acquistati nelle farmacie: con il libero mercato queste fanno il bello ed il cattivo tempo, per un blister da 10 di aspirine a Chaweng ci è stato chiesto un prezzo dieci volte al normale. Ci saremmo tenuti il mal di testa ma fortunatamente nella farmacia a fianco il prezzo era normale.
     
  • Problemi a casa, in auto, in moto, la polizia interviene e vi chiede di firmare un pezzo di carta illeggibile (il famosissimo verbale) e di consegnare il passaporto.
    No, assolutamente NO, non consegnate il passaporto, non fatevi intimorire da stupide minacce di arresto ed altre sciocchezze simili che gli arroganti poliziotti thai pongono in essere impunti, consapevoli del loro "potere", se siete responsabili di qualche violazione vi arresteranno senza indugi ma se, differentemente, siete a posto e potete dimostrarlo, non date il vostro unico documento che vi permette di asciare il paese.
    Pretendete, del caso sia redatto, che il verbale sia scritto in lingua inglese, unico foglio che potrete eventualmente dopo averlo letto e valutato attentamente, diversamente è facile che vi facciano firmare un'ammissione di colpa.
    Non scaldatevi, non rispondete male, non accettate le provocazioni, se possibile registrate la conversazione se il vostro cellulare ve lo consente, se coinvolti in un'incidente riprendete con la vostra camera tutta scena del sinistro, la posizione dei mezzi in cui sia possibile rilevare le targhe, evitate dichiarazioni a caldo, chiamate il consolato o l'ambasciata e chiedete aiuto.
    Anche se avete tutte le ragioni per invocare la vostra ragione, le prove fotografiche sono la miglior carta, quella che spesso fa la differenza, che evita gli abusi della polizia, abbastanza incline ad addossare le responsabilità ai farang.

 

  • Turisti e Jet Ski.
    Una nota dolente, ogni giorno ci sono problemi in tutte le zone turistiche del paese.
    Controllate per filo e per segno i mezzi che volete affittare perché un graffietto invisibile può trasformarsi un un dramma, la polizia thai non si mette contro questa mafia ed il turista viene costretto a pagare cifre inaudite per nessun danno.
    Basta una semplice ricerca su un motore di ricerca per trovare gibabyte di notizie relative a tutte le truffe che quotidianamente vengono poste in essere da tutti e ripeto TUTTI gli operatori del settore, raggiri che costano a chi sfortunatamente che ci casca un fiume di denaro.
    La polizia thai, a parte la sua prepotenza ed arroganza, è corrotta sino al midollo e  molto probabilmente non è solo la paura della mafia che satellita attorno a questo business a bloccarla dall'intervenire, ma il fatto di essere degna compagna di merende di ogni attività illegale lucrosa.
    Nonostante tutti gli avvertimenti, la richiesta d'interventi da parte di molti ministeri degli esteri di svariati paesi che hanno ricevuto lamentele dai loro cittadini, la polizia non ha anche solo minimamente operato alcun correttivo, anche perché ciò andrebbe contro i propri interessi né vi è stato alcun organo di controllo che sia intervenuto.
    Se proprio dovessimo dare un consiglio spassionato, possiamo dire che la Thailandia non ha bisogno di uno Jet Ski per essere goduta, si risparmiano tanti soldi, perché l'affitto dello sky jet ha prezzi assurdi e non si perde la tranquillità a causa di quattro furfanti travestiti da noleggiatori che battono cassa spalleggiati dalla polizia.
    Tenete presente che una causa in tribunale costa parecchio, l'avvocato costa e difficilmente un giudice da ragione ad uno straniero che lo veda in contesa con un thai, GARANTITO. 

Informazioni aggiuntive

No alla pedofilia