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- Ultima modifica il Martedì, 14 Febbraio 2012 11:20

Nel Regno le tasse sono riscosse sia dall'autorità centrale che da quelle periferiche.
Il Ministero delle Finanze sovrintende le riscossioni delle imposte attraverso:
- la Dogana, responsabile per raccolta delle tasse d'importazione ed il dazio sull'esportazione;
- il Dipartimento delle imposte, delegato a raccogliere le tasse sulle entrate, l'imposta sul valore aggiunto (VAT), tasse specifiche sugli affari e le imposte di bollo;
- il Dipartimento delle imposte Indirette, per i relativi aggravi.
Le tasse sugli immobili e le imposte locali sono di competenza delle amministrazioni periferiche.
In generale, l'amministrazione fiscale segue il sistema dell'autocertificazione ed il contribuente ha l'obbligo di dichiarare il proprio reddito e pagare i relativi oneri.
La dichiarazione ed il relativo versamento vengono controllati dall'ufficio competente.
Eventuali accertamenti supplementari possono essere eseguiti dall'autorità in caso siano accertate irregolarità o falsità nelle dichiarazioni.
Al contribuente è consentito ricorrere in appello contro eventuali provvedimenti.
In Thailandia non esistono tasse di proprietà simili a quelle in uso in occidente.
Le imposte sulla proprietà vigenti in Thailandia, vengono riscosse annualmente e ne esistono due tipi:
- la house and land tax;
- la local development tax.
La prima, regolata dall'Act B.E. 2475 (1932), assoggetta i proprietari di case, palazzi, strutture o terreni dati in affitto o utilizzati per fini commerciali al pagamento della relativa imposta; sono vincolate al pagamento di questi oneri le abitazioni non occupate dal proprietario, gli edifici industriali o commerciali ed i relativi terreni.
L'imposta è pari al 12.5% della rendita attuale o accertata.
La seconda, regolata dall'Act B.E. 2508 (1965), viene imposta ai proprietario o agli utilizzatori di un terreno e la tassa viene calcolata in base al valore accertato del terreno stesso.
Sono esentati da questa imposta i terreni utilizzati per uso personale (ad esempio i terreni ove insista la casa di abitazione), per allevamento del bestiame o per colture agricole, pur con differenze dovute all'ubicazione della proprietà.
Per tutte le compravendita di immobili in Thailandia è necessario versare un'imposta di registro dello 0.5% ed il costo per il trasferimento di proprietà è pari allo 0.01%.
Se l'immobile è stato posseduto per meno di 5 anni, viene aggiunta un ulteriore imposta sul guadagno, pari allo 0.11%.
In aggiunta a queste occorre considerare, per la parte venditrice, anche la normale tassa sulle entrate.
In Thailandia non esistono tasse sui guadagni da capitale (Capital Gains), quindi la tassa sulle entrate (normalmente incidente dal 1 al 3%) è un sostituto di questo istituto.
Non esistendo disposizioni di legge che individuino quale sia la parte obbligata al pagamento di questo aggravio, la relativa competenza farà parte degli accordi di compravendita stipulati dalle parti, come tutti gli altri costi relativi al trasferimento della proprietà.

















