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- Ultima modifica il Lunedì, 13 Febbraio 2012 19:03
In Thailandia esiste una grande percentuale di gay, transessuali e lesbiche, forse in maniera superiore al resto del mondo.
Tutto avviene in maniera amplificata, i transessuali che con i loro travestimenti si atteggiano a prime donne e le lesbiche che, invece, si trasformano in sorte di uomini, assumendo atteggiamenti, talvolta, grottescamente bulleschi.
Il Paese, a predominanza buddhista, pur essendo apparentemente molto tollerante nei confronti dell'omosessualità, è invece profondamente conservatore e mantiene regole rigidamente discriminatorie verso chi non é eterosessuale.
Dopo il colpo di stato del 19 settembre 2006, le libertà delle comunità gay sono state ulteriormente limitate: il Ministero dell'Informazione e della Comunicazione ha bloccato l'accesso a molte pagine web nazionali ed internazionali.
La commissione che sta riscrivendo la Costituzione thailandese, ha deciso che la Carta conterrà un articolo che vieta espressamente le discriminazioni fondate sull'orientamento sessuale, un enorme passo avanti per un paese che in genere è piuttosto tollerante, ma in cui resistono sacche di pregiudizio e di avversione per lesbiche, gay e transgender.
L'esercito thailandese ha cominciato con eliminare l'omosessualità e la transessualità dalla lista delle malattie mentali (questo dimostra che sono molto più avanti di quello italiano che ancora insiste a definire l'omosessualità "una malattia mentale").
Ha comunque ribadito che per i gay non esiste la possibilità di entrare a far parte delle forze armate.
Il nuovo codice militare, infatti, definisce gli omosessuali affetti da un problema d'identità sessuale.
"Noi non vogliamo discriminare nessuno – ha detto il portavoce dell'esercito – ma cerchiamo giustamente di trovare un'espressione adeguata per sottolineare che il loro orientamento sessuale non è compatibile con la presenza nelle file dell'esercito".
Ogni anno in Thailandia tra il 2 ed il 5% dei giovani in età per la chiamata alle armi sono esonerati dal servizio per essersi dichiarati gay o transessuali.
Ma altri segnali positivi arrivano, ad esempio, da Kampang, una povera regione nel nord est del Paese dove, stanchi di essere presi in giro dai maschietti, gli oltre 200 studenti transessuali di una scuola hanno chiesto ed ottenuto una toilette separata.
Sulle porte un simbolo che sintetizza le classiche icone maschili e femminili e la parola thailandese "bandoh", che significa travestito.
Bagni di cui la scuola è per altro molto fiera: si trovano in una zona della struttura circondati da fiori e piante tropicali e sono talmente puliti che l'istituto ha vinto il premio nazionale per l'igiene.
Così ogni mattina, dopo il rituale alzabandiera, i ragazzi e le ragazze fanno una breve sosta alle toilette prima di entrare in classe per le lezioni.
Un momento imbarazzante per molti studenti transessuali, che ora si possono dirigere verso una terza porta, quella tra la toilette per femmine e la toilette per maschi, corredata dal simbolo rosso e blu.
Così, di fronte ai lavandini e agli specchi molti ragazzi si sistemano i capelli o si mettono la crema sul viso, solo quella perché non è permesso agli studenti di usare il make up; in realtà molti di loro non resistono e sanno come usare mascara e un velo di rossetto senza sembrare truccati.
Vanno a scuola indossando la divisa maschile, non si truccano ma dentro si sentono donne.
Appena adolescenti hanno forte dentro di loro la voglia di cambiare sesso.
In Thailandia li chiamano "lady-boy" e sono tollerati dalla società.
Il preside dell'istituto, Sitisak Sumontha, stima che ogni anno tra il 10 e il 20 per cento dei suoi studenti si consideri transessuali.
"Venivano presi in giro ogni volta che usavano i bagni dei maschi, così hanno cominciato a usare quelli delle ragazze, che però si sentivano imbarazzate; tutto questo rendeva i ragazzi infelici e la questione stava intaccando anche il loro rendimento", ha spiegato il preside, soddisfatto dei risultati.
"Non siamo maschi", ha raccontato Triwate Phamanee, 13 anni, uno degli studenti della scuola di Kampang fermamente convinto che un giorno cambierà sesso, "per questo non vogliamo usare il bagno dei maschi: vogliano che si sappia che siamo transessuali".
Dello stesso avviso Vichai Saengsakul, 15 anni: "la gente deve sapere che essere transgender non è uno scherzo, è il modo in cui vogliamo vivere la nostra vita; per questo siamo grati alla scuola per quello che ha fatto".
Gli adolescenti transgender tendono a chiudersi in gruppo.
Il più giovane di loro ha 12 anni: naturalmente l'intervento chirurgico è fuori discussione alla loro età, ma sembrano essere perfettamente a loro agio e trattati alla pari dagli altri alunni e dagli insegnanti.
Il preside, con i suoi 35 anni di esperienza, afferma di aver conosciuto molti ragazzi con problemi di identità sessuale che non hanno cambiato idea con il passare degli anni: "molti hanno cambiato sesso, altri vivono la loro esistenza gay".
La Thailandia è ben nota per la sua tolleranza ed i transessuali sono ben visibili nella vita quotidiana.
Il cambiamento di sesso è diventata una specialità chirurgica della sanità thailandese ed è relativamente poco costosa; gi interessati vengono qui da tutto il mondo per sottoporsi all'intervento.
"La discriminazione però rimane", come ha spiegato Suttirat Simsiriwong, un attivista dei diritti dei transgender, "tolleranza non è la stessa cosa di accettazione".
Nonostante siano tollerati in Thailandia, i transessuali si lamentano di essere considerati ancora come uno stereotipo: possono trovare facilmente lavoro nel mondo dello spettacolo, nell'industria cosmetica, nei mezzi di informazione o come prostitute, ma è molto più difficile per loro diventare un avvocato o un commercialista, anche se qualche apertura maggiore giunge in questi giorni: il 15 dicembre 2011 la nuova nata PC Air ha effettuato il suo volo inaugurale da Bangkok a Surat Thani nel quale ha presentato l'equipaggio composto da quattro slendidi transessuali che hanno la posizione di assistenti di volo, al pari dei loro colleghi e colleghe (leggi articolo correlato).
Il peggio è che non possono cambiare il loro status giuridico: nonostante la proposta di legge fatta lo scorso anno per consentire loro di cambiare il sesso anche sulle loro carte di identità, non è ancora stato ancora approvato nulla.
A Bangkok ma ovunque esistono numerosi ritrovi per gay e lesbiche.
Da non perdere il coloratissimo gay pride che si tiene nelle starde della capitale ed in altre città della Thailandia.
Per informazioni: www.bangkokpride.org
Esiste anche un forum dedicato a gay, transessuali e lesbiche: www.sawatdee-gay-thailand.com
Le dimostrazioni di affetto in pubblico sono da evitare, cosa che vale anche per le coppie eterosessuali.


















