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Wat Kunaram

 

Conosciuto anche come "il tempio del monaco mummificato", è forse il sito più famoso di Samui.

 

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In questo bellissimo Wat viene mostrato al pubblico, appositamente conservato in una teca, il famoso monaco mummificato Loung Pradaeng, in perfetto stato di conservazione. 

 

 

 

 

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Phra Khru Samathakittikhun Dang Piyasilo conosciuto anche come Loung Por Daeng, nacque nel 1894 ed apparteneva ad una famiglia molto rispettata nella comunità locale dell'isola; era poco più che ventenne quando venne ordinato monaco. Trascorse due anni nel Wat Samret prima abbandonare l'abito per sposare una donna di Lamai dalla quale ebbe sei figli, alcuni dei quali vive ancora attualmente nell'isola. 

 

 

 

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Al raggiungimento del cinquantesimo anno d'età, una volta che i suoi figli erano cresciuti, Loung Por Daeng decise di dedicare l'ultima parte della sua vita al Buddismo e fu quindi restituito ai suoi amati templi.

Fu nuovamente ordinato monaco nel 1944, successivamente si recò a Bangkok a studiare i testi buddisti ed apprendere i segreti della meditazione, una delle grandi passioni della sua vita.

 

 

 

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Al suo ritorno a Samui andò a meditare nella grotta di Tham Yai a Lamai, dove ora è ubicato il Tamarind Spring; piu tardi si trasferì a Chaweng e fu uno dei primi "Jao a Wat", il corrispettivo italiano di Abate, alla guida del tempio; successivamente, decise di tornare vicino alla sua famiglia e la casa si trovava proprio dietro l'attuale Wat Kunaram, all'interno del quale ha anche sede la scuola del tempio, dove prese ad insegnare ai giovani del luogo.  

Due mesi prima della sua morte, all'età di 79 anni chiamò a raccolta i suoi adepti, gli studenti della scuola, per informarli della sua imminente morte e, come ultima sua volontà, chiese di continuare ad insegnare fino alla fine; a questo aggiunse che desiderava che il suo corpo, una volta morto, avrebbe dovuto essere cremato solo dopo che si fosse decomposto e le sue ceneri sparse nel famoso "Saam Jaeg" che in lingua thai significa nelle le tre intersezioni stradali a Hua Thanon; nell'attesa della decomposizione chiese che il corpo fosse messo in una bara verticale all'interno del tempio e mostrato come un simbolo che ispirasse le future generazioni a seguire gli insegnamenti buddhisti. 

Nella sua ultima settimana di vita non parlò più con alcuna persona ne mangiò o bevve nulla, concentrandosi esclusivamente sulla meditazione ed al sentiero da percorrere per raggiungere l'illuminazione.

Mori dopo una settimana nella posizione del loto, seduto con le gambe incrociate, la stessa posizione in cui ancora oggi è possibile vederlo dietro la teca.

Considerando che la sua morte risale ad una trentina di anni addietro, la sua mummia è in un ottimo stato di conservazione e sul cranio si intravvedono anche i capelli. 

La gente thailandese attribuisce questa sua mummificazione, avvenuta in maniera naturale, come un evento che ha del miracoloso, il fatto che il suo corpo non abbia mai emesso i classici miasmi e sia rimasto praticamente intatto, secondo la cultura locale è da attribuire ad una sorta di santità del monaco. 

Il tempio è situato sulla strada 4169 tra le cascate di Namuang 2 e Hua Thanon.

 

 

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