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- Ultima modifica il Martedì, 14 Febbraio 2012 10:52

La lingua thai è ciò che maggiormente scoraggia i turisti, un grosso ostacolo che si frappone tra due culture completamente differenti, che oltre che a scoraggiare qualche volta da luogo a critiche ingiustificate.
Ad esempio, gli italiani che conoscono la lingua thai vedono palesemente i limiti espressivi in essa contenuti, ma non è così per i thai che continuano ad usarla, quindi, per analogia, quali sono i limiti della nostra lingua che per la semplice ragione di non conoscerli non riusciamo nemmeno a sospettare?
Vedere i limiti degli altri è molto semplice e lo sanno fare tutti, mentre pochi riescono a vedere i propri, quelli della propria cultura, un errore che troppo spesso fa sentire agli occidentali superiori agli altri e quindi in diritto di giudicare chiunque con il proprio metro di giudizio (e di interesse).
L'alfabeto thai che utilizza usa caratteri a noi del tutto sconosciuti ed all'apparenza impossibili da imparare a scrivere, a leggere e a pronunciare, è composto da quarantaquattro consonanti e da 32 vocali contando le lunghe e le corte e da quattro indicatori di tono, ma 2 consonanti ed 8 vocali sono disuete in quanto considerate antiquate.
Le consonanti sono scritte orizzontalmente da sinistra a destra, mentre le vocali sono poste al di sopra, al di sotto, a destra o a sinistra o anche intorno alla consonante che seguono.
A differenza dell'alfabeto latino, quello thai non distingue fra lettere maiuscole e minuscole, si scrive solitamente senza spazi fra le parole e si è facilitati dal fatto che la maggior parte delle parole thailandesi ha una sola sillaba.
Solo la fine di una frase è segnata da uno spazio.
Sono anche presenti dei caratteri che rappresentano il sistema numerico thailandese, anche se il sistema numerico occidentale viene comunemente utilizzato.
La lingua presenta alcune caratteristiche particolari: essendo un linguaggio tonale, il significato di una parola dipende con quale dei cinque toni viene pronunciata, infatti la stessa parola si può pronunciare con il tono medio-basso-cadente-alto-salente, quando si parla è un po' come cantare, ovviamente la stessa parola pronunciata con toni differenti assume anche significati diversi.
La combinazione delle tonalità, un'ortografia complessa, numerosi accenti e una distintiva fonologia possono fare del thailandese un idioma difficile da imparare per quelli che non parlano già una lingua relazionata.

Nel thailandese non ci sono né flessioni verbali (ossia i verbi non cambiano con la persona, tempo, voce, modo e numero) e non esistono i participi.

Questa lingua è stata influenzata da altri ceppi linguistici come il Pali e il Sanscrito indiani, il Khmer cambogiano, il Malese, l'Inglese ed il Cinese.
Il suo alfabeto, sviluppato e diffuso in passato dal Re Kungramkhamhaeng il Grande nel 1826 Anno Buddista ovvero 726 anni addietro rispetto al 2009 D.C. (il calendario thai segue l'era buddhista pertanto il loro A.D. - che per noi è quello della nascita di Cristo - corrisponde secondo la tradizione al Puttha Sakkaràt ovvero l'anno della morte di Buddha, secondo altre tradizioni invece all'introduzione della religione buddhista in Thailandia, comunque il loro conteggio dell'anno attuale è di 543 anni avanti, quindi il nostro 2012 D.C. corrisponde al 2555 anno thai), è largamente usato tutt'oggi.
Data l'influenza del cinese antico, questa lingua consiste fondamentalmente di parole mono-sillabiche.
Successivamente sono stati adottati vocaboli di origine Khmer.
L'apparizione di parole polisillabiche all'interno del vocabolario thailandese è da attribuire all'influenza del Sanscrito e del Pali.
Vi offriamo la possibilità di un piccolo e modesto vocabolario italiano-thailandese cliccando qua, non aspettatevi di imparare la lingua, ma può essere d'aiuto.



















