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muay thai 

 

La muay thai nota anche come thai boxe o boxe Tailandese, è una disciplina antichissima, che fonda le sue origini nella Mae Mai muay thai, un'antica tecnica di lotta thai studiata per combattimenti sia con le armi che senza, per essere utilizzata dai guerrieri siamesi durante i conflitti, qualora fossero rimasti, per qualche ragione, disarmati.

La muay thai si diffuse fin dal 1500, nei primi momenti di pace del popolo Siamese, quando i cittadini organizzavano feste ed incontri: era la pratica preferita dai civili, sia per divertimento che per difesa personale.

A quei tempi si combatteva senza alcuna regola, senza curarsi dell'eventuale differenza di peso dei due avversari e senza limiti di tempo, e la vittoria arrideva a chi sottometteva o uccideva l'avversario.
Non esistevano le protezioni a parte una conchiglia posta a salvaguardia dell'inguine e le mani erano rozzamente avvolte in una corda; spesso questa veniva cosparsa con della colla e addizionata a polvere di vetro, trasformando gli incontri in autentici massacri.
muay thai

Il muay thai cominciò a diventare sport nel senso comunemente inteso sin dal 1500, nei primi periodi di pace del popolo siamese quando i cittadini organizzavano i combattimenti, tanto da diventare lo sport preferito dai civili, sia come divertimento che per difesa personale.

Ma la vera connotazione di sport le fu data durante il regno di Re Rama VI che diede disposizioni al generale Praia Nontisen Surentara Pahdi di costruire uno stadio nel Suan Kulab College, in cui organizzare delle competizioni ogni sabato.

La vera rivoluzione di questo sport come lo conosciamo oggi è avvenuta con l'introduzione dei guantoni nel 1921, oltre che di regole simili a quelle della boxe occidentale, già allora molto popolare sull'onda del colonialismo.

Negli anni la muay thai si è evoluta diventando una disciplina sportiva completa, che non ha perso le sue caratteristiche antiche, i suoi riti ed i suoi significati, ma arricchendosi dell'aspetto ludico.

Ai tempi odierni la muay thai, nota in inglese come "the science of the eight limbs" che tradotto significa la scienza degli otto arti, in quanto sono impiegati otto parti del corpo per colpire, rese granitiche da anni di allenamento e che servono ad infierire colpi micidiali ( mani, gomiti, ginocchia, tibie/piedi), identifica principalmente l'aspetto sportivo di quest'arte marziale.

In Thailandia quest'arte è divenuta sport nazionale, e gli incontri offrono notevoli possibilità di guadagno ai ragazzi che vi si cimentano.

È stato osservato più volte che mentre i thai si battono spesso, almeno agli inizi della carriera, per riuscire a mangiare, gli stranieri lo fanno per la gloria e molto più denaro.

Nella maggior parte degli incontri e, particolarmente, in patria, i thai hanno saputo far valere la loro superiorità rispetto agli stranieri, ma qualche occidentale ne e' uscito vittorioso anche a casa loro, come ad esempio il leggendario olandese Ramon Dekkers.

In generale gli occidentali mostrano una superiorità nella tecnica pugilistica rispetto ai thai i quali, invece, sono quasi insuperabili per velocità, mobilità, resistenza e nell'uso dei gomiti e delle ginocchia.

Sebbene oggi sia considerato da tutti uno sport, il muay thai è considerata tra le più dure ed impegnative discipline tra i combattimenti.

 

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Le storie legate alla Muay Thai hanno assunto oramai un fascino leggendario.

Una popolare leggenda vuole che Nai Khanom Thom, principe ereditiero del regno del Siam, fatto prigioniero dai birmani abbia riguadagnò la sua libertà oltre che quella di tutti i prigionieri che erano con lui, impressionando il re birmano per aver accettato di combattere a mani nude con dieci tra i suoi guerrieri più forti.
Nai Khanom Thom rappresenta per tutti i thai lo spirito stesso del combattente, di colui che non si arrende davanti alle avversità e che con coraggio e forza d'animo cambia gli eventi.
La tradizione ha fissato quel giorno, il 17 marzo, come giornata della Muay Thai.

Un altro mitico personaggio della tradizione Thai è il cosiddetto "Re Tigre", il cui vero nome era Lùang Sorasàk (1703-1709), del quale si racconta che durante il periodo del suo regno solesse visitasse i villaggi sotto mentite spoglie per trovare combattenti da affrontare e misurare così la sua forma.

 

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