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- Ultima modifica il Martedì, 14 Febbraio 2012 11:24
Premessa.
L'antropologo David Le Breton, nel suo saggio Signes d'identité pubblicato nel 2002, ha definito tatuaggi e piercing "protesi identitarie", in un'accezione che non è necessariamente negativa.
Il corpo, cioè, vissuto come materia grezza da plasmare e ricreare, per diventare consapevoli, attraverso l'esperienza del dolore e della trasformazione, della propria esistenza.
Il dolore, spiega David Le Breton, che nelle nostre società è considerato un elemento negativo, acquista in questo caso un'importanza fondamentale: agisce come memoria dell'evento, è la prova della sua solennità.
L'arte buddista offre tatuaggi che possono essere mozzafiato per i loro intricati disegni di fantasia, ed in ogni tatuaggio vengono rappresentati uno o più degli insegnamenti di Buddha: questi tatuaggi si ritiene che abbiano il potere di proteggere le persone dagli spiriti maligni, come per i phrá khrêuang (gli amuleti).
Ci sono 108 diversi sutra (gli insegnamenti di Buddha) che possono essere utilizzati per questi tatuaggi e diverse possibili combinazioni con il mantra (una potente formula spirituale) e lo yantra (la rappresentazione grafica, matematica e magica del divino).
Questi tatuaggi, svolti solitamente da monaci thai, sono spesso accompagnati da preghiere durante la loro esecuzione.
Il tatuaggio tradizionale thai viene effettuato utilizzando utensili a mano, con ben diversi metodi di sterilizzazione da quelli conosciuti in occidente, che consistono nell'aggiunta all'inchiostro di estratti vegetali e, in qualche caso, veleno di serpente, si dice anche acido solforico delle batteria delle autovetture ed altri eccepienti ritenuti in grado di debellare i batteri.
In Thailandia i tatuaggi sono la norma per la quasi la totalità degli uomini, che si sottopongono a questo rito in segno di fede alla religione.
I tatuaggi più popolari in Thailandia (che non hanno funzioni decorative), sono le raffigurazioni di templi o divinità buddiste, ma anche animali come la tigre e la scimmia.
Coloro che hanno questi tatuaggi, credono che essi abbiano il potere di proteggerli.
Nelle regioni più remote del nord, disegni di animali ritenuti benefici possono addirittura coprire interamente certe parti del corpo.
Hanuman in India, era simbolo di forza, il mitico monaco è ancora oggi l'icona che prende parte più frequentemente alle creazioni popolari della Thailandia (e del Myanmar), ed i monaci sovente si tatuano sul proprio corpo la sua figura, ritenendola in potere di incorporare i propri poteri magici nel tatuaggio.
Molti sono gli stranieri che tentano di ottenere dei tatuaggi dai monaci thai ma pochi sono coloro che riescono ad ottenerli.
Nel caso si sia riusciti a strappare il consenso del monaco, ci sono alcune cose da tenere a mente:
- il tatuaggio tradizionale thai è molto diverso dal tatuaggio "da salotto";
- il livello di igiene è diverso che in un tattoo studio ed i metodi di sterilizzazione empirici, motivo per cui non è esclusa la possibilità di infezioni, anzi è una possibilità concreta di cui tenere opportunamente conto;
- i massaggi tradizionali thai fatti a mano hanno tempi di realizzazione molto più lunghi di quelli fatti con le macchinette elettriche, oltre che essere molto più dolorosi;
- le linee non sono pulite come il tatuaggio fatto con la macchinetta elettrica, quindi, se siete preoccupati per l'estetica, forse un tatuaggio a mano non è per voi;
- una volta terminato il tatuaggio, alcune persone possono entrare in uno stato di trance, non si capisce se a causa dello spirito maligno che hanno in corpo disturbato dal tatuaggio, oppure a causa del veleno di serpente ed altre cose strane a cui sovente l'inchiostro viene addizionato.
Ma tra le stranezze del regno, ogni tanto escono delle notizie scocertanti, come quella di vietare i tatuaggi a sfondo religioso per gli stranieri (leggi articolo correlato).
Lasciamo ai lettori ogni commento pur non nascondendo il nostro disappunto per questa notizia, ma tranquilli perchè dal dire al fare...

















